EFFICACIA DELLA SUA PREGHIERA
1584 36. Mentre Francesco attraversava una provincia,
gli venne incontro l'abate di un monastero, che lo venerava
con profondo affetto. L'abate scese da cavallo e si trattenne
per qualche ora in conversazione con Francesco parlando sulla
salvezza dell'anima sua. Al momento del commiato, l'abate
gli chiese con viva devozione che pregasse per lui. Gli rispose
Francesco: «Lo farò volentieri».
Quando l'abate fu un poco lontano, il Santo disse al suo compagno:
«Fratello, fermiamoci un momento, perché voglio
pregare per l'abate, come ho promesso». E si raccolse
in orazione.
Era infatti abitudine di Francesco, se qualcuno per devozione
lo avesse richiesto di pregare Dio per la salvezza della sua
anima, di fare orazione più presto che poteva, per
timore di scordarsene.
L'abate intanto seguitava il suo cammino. Non si era allontanato
molto da Francesco, quando il Signore lo visitò nel
cuore. Un soave calore gli soffuse il volto e per un istante
si sentì elevato in estasi. Tornato in sé, subito
si rese conto che Francesco aveva pregato per lui, cominciò
a lodare Dio, e fu ricolmo di letizia nel corpo e nello spirito.
Da quel giorno provò per il Santo una devozione più
grande, poiché aveva sperimentato in se stesso l'alta
santità di Francesco. E finché visse considerò
quello un grande miracolo, e più volte raccontava l'accaduto
ai fratelli e agli altri.